Natale nel mondo

Siamo abituati al presepe, l'albero con le luci, l'Avvento e le celebrazioni nostrane, dalla cena del 24 dicembre, più consumata nel Sud Italia, passando per il pranzo di Natale prediletto al Nord, lo scambio dei regali, fino all'Epifania.





Ma se usciamo da casa nostra, ci accorgiamo che nel resto del mondo questo periodo dell'anno viene festeggiato in vari modi. Allora, partiamo dall'Italia e facciamo un giro di 360° verso Est!

In generale in Europa, forte è la tradizione dei mercatini di Natale: negozi ed artigiani espongono ogni tipo di merce a tema natalizio e non in veri e propri 'villaggi' di casette di legno costruiti per l'occasione. Contro il freddo, si sorseggiano cioccolata calda per i bambini e vin brulè per gli adulti. La ricetta e il nome subiscono leggere modifiche in ogni Paese, ma si tratta in ogni caso di vino rosso caldo aromatizzato con spezie di vario tipo e agrumi. Molto comuni sono anche le rievocazioni in costume di presepi viventi in tutto il periodo natalizio. 
In Olanda è invece preferita la festa di San Nicola vedi link chi è davvero Babbo Natale.   La notte del 5, i bambini mettono una scarpa davanti al camino nella speranza che passi Sinterklaas, ovvero San Nicola, a riempirla di dolcetti.

In Islanda, i personaggi più attesi sono gli Jòlasveinar, ovvero 13 folletti che fanno scherzi nella decina di giorni prima di Natale e portano patate vecchie ai bambini che non si sono comportati bene, mentre a quelli bravi offrono regalini e dolci .

Anche la Finlandia merita uno spazio a parte: complice il paesaggio innevato, in questo Paese europeo l'aria del Natale si respira tutto l'anno. Nella città di Rovaniemi, nella regione della Lapponia nel Nord dello Stato, ha infatti sede il villaggio di Babbo Natele, meta di 300 mila visitatori ogni anno provenienti da tutto il mondo.

In Russia, Paese a tradizione ortodossa, dopo un periodo di digiuno lungo 40 giorni, la nascita di Gesù è simboleggiata dalla prima stella che appare in cielo la sera del 6 gennaio. In quest'occasione si cena con 12 portate (ma senza carne) in onore degli apostoli di Cristo. Il capofamiglia apre la celebrazione con una preghiera, mentre la mamma, utilizzando il miele, disegna con una croce sulla fronte dei presenti. Si consuma un pane bagnato con miele e aglio tritato, a simboleggiare la dolcezza e l'amarezza della vita. Il Natale vero e proprio è il 7 gennaio.

Il Natale in Estremo Oriente, invece, non ha ovviamente alcun fondamento religioso cristiano.

In Cina ha un aspetto prettamente consumistico e festoso: le strade delle grandi città vengono addobbate e si organizzano fiere a tema, con degustazioni di prodotti tipici natalizi occidentali e Babbo Natale distribuisce doni ai piccoli. Il governo cinese, però, nella regione dello Zhejiang, dove il 15% della popolazione è protestante, cerca di ostacolare le celebrazioni natalizie temendo che il numero dei cristiani possa superare quello degli iscritti al partito comunista.

In Giappone, ci si scambiano biglietti di auguri che simboleggiano l'armonia con il mondo. Esiste una versione nipponica di Babbo Natale, che si chiama Hoteiosho: è una delle sette divinità della fortuna; è raffigurato come un monaco buddista  panciuto con un sacco pieno di regali e gli occhi dietro alla testa per vedere come si comportano i bambini.

In Australia si rispettano le tradizioni anglosassoni: il pranzo ricco, l'albero addobbato, le luci nelle strade, Babbo Natale ma grazie al clima, si festeggia spesso in spiaggia sotto l'ombrellone e il dessert principale è una macedonia di frutta fresca.

Il Messico è un Paese con forti tradizioni Natalizie, frutto della mescolanza dei riti e credenze delle popolazioni precolombiane e delle usanze europee. Dal 16 dicembre si festeggia ogni sera fino al 24: 9 Posadas ovvero piccole feste a simboleggiare i 9 mesi della gestazione di Maria. L'ultima sera la festa si protrae fino a tardi e viene organizzata la Piñata. Materialmente si tratta di un contenitore con all'interno arachidi, agrumi, dolci ecc. che viene rotta da un membro della famiglia bendato. La pentolaccia rappresenta il peccato, chi la rompe è la fede ed il contenuto è la benedizione per chi si libera dal peccato.
I regali, invece vengono scambiati il 6 gennaio: i Re Magi, arrivati da Gesù, gli offrono dei doni e proprio con questo spirito vengono regalati giochi ai bambini.

In tutti gli Stati Uniti... che giusto per ricordarlo, sono 50.... il Natale è fortemente caratterizzato dalla grandezza: alberi, luci, shopping, cibo.... La caccia al regalo parte il Black Friday (primo venerdì dopo il Thanksgiving Day) e cresce sempre di più fino al 24 dicembre.
Essendo il crogiuolo del mondo, l'America ha tradizioni natalizie di ogni tipo che onorano ogni credo di ogni suo abitante: ci sono gli italiani che prediligono la famiglia, i cinesi più 'consumistici', gli afroamericani che festeggiano la Kwanzaa dopo Natale fino al 1° gennaio e tantiiiiissimi altri.

In Sud America come per l'Australia, Natale cade in piena estate. In Argentina vengono organizzate grigliate in famiglia in giardino, mentre in Brasile il Nadal Luz copre il periodo tra il 18 dicembre e l'11 gennaio e viene celebrato nel tipico folklore brasiliano a ritmo di samba.

Concludiamo il nostro giro in Groenlandia e in Irlanda, che hanno tradizioni simili ma in date differenti: per la prima è stato scelto il giorno di Natale, per la seconda invece l'Epifania chiamata anche Nollaig na mBan, cioè Natale delle donne. Tradizione vuole che le donne si debbano riposare e l'uomo si occupi delle pulizie di casa, della cucina e dei figli.

Secondo me, in fin dei conti, l'importanza del Natale sta nel passarlo con i propri cari.
E il mio augurio è che questo Santo Natale vi porti tutto ciò che desiderate!

Scritto da: Linda Zuin

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