La parotite

Avete prente un criceto che nasconde il cibo nella bocca?
Ecco, un bel giorno mia figlia si è svegliata così e ho scoperto la parotite. Oltre a chiamare immediatamente la pediatra delle mie bambine, ho fatto una ricerca e mi sono documentata su questa malattia che avevo solo sentito nominare da mia mamma quando mi raccontò che l'aveva avuta da piccola.






Il nome corretto è Parotite Epidemica ma è 'famosa' anche con il nome 'orecchioni'. La causa è un virus, il Paramyxovirus Parotidis, che si trasmette attraverso la saliva, quindi con baci, starnuti o colpi di tosse e colpisce principalmente i bambini in età scolare fino ai 15 anni. Seppur in rari casi, può essere contratta anche dagli adulti. Mentre nei bambini non causa danno alcuno se non in casi rarissimi, negli adulti può comportare qualche infiammazione dei genitali: le femmine rischiano un'infezione alle ovaie, mentre i maschi incorrono nell'orchite cioè un'infiammazione dei testicoli che può risultare pericolosa per un'eventuale sterilità.

Contrarre la parotite garanrtisce l'immunità alla malattia anche se si sono verificati casi di bambini che hanno manifestato i sintromi due volte. Nemmeno il vaccino rende immuni, in quanto efficace al 95%. Che vogliate vaccinare i vostri figli o no, questo lo decidete voi, ma vi lascio qualche appunto sul vaccino: la profilassi prevede due dosi; la prima a circa 1 anno e mezzo e il richiamo a 6 anni di età del bambino. Viene detta MPR perchè comprende i virus attenuati cioè resi innoqui di morbillo, parotite e rosolia. Chi contrae la malattia ed ha precedentemente ricevuto il vaccino, solitamente sviluppa gli orecchioni in modo leggero. La diffusione della matattia è ben controllata con la prevenzione ma ogni 3-4 anni si verificano ondate di casi tra la fine dell'inverno e la primavera.

L'incubazione della parotite è piuttosto lunga e varia dai 14 ai 24 giorni, durante i quali il bambino può manifestare malessere generale quindi chiunque potrebbe scambiare la malattia con indisposizione o stanchezza. Gli ultimi 3-4 giorni precedenti allo sfogo, si  rivelano febbre, nausea, cefalea e mal di pancia e alla fine arriva la tumefazione ovvero l'effetto criceto! E vi assicuro che l'aspetto del bambino è proprio quello!! A livello pratico, si infiammano le ghiandole parotidee che producono la saliva e che si trovano sulle guance, tra orecchio e collo. Tengo a precisare che possono gonfiarsi una o entrambe, anche in tempi diversi, ma nel giro di 2-3 giorni si manifestano completamente e nei casi più gravi può gonfiarsi anche il sottomento. Il bambino affetto da orecchioni presenta febbre (non è detto che debba essere alta, anche solo un paio di linee), difficoltà a masticare e moooolto dolore nella zona guancia-orecchio. Il contagio è al culmine 24-48 ore prima della comparsa del gonfiore, fino ai 5-7 giorni successivi.

Essendo di origine virale, la terapia principale è volta ad alleviare i sintomi, quindi antidolorifici per il dolore, antipiretici in caso di febbre o antinfiammatori per l'infezione. Visti il dolore e la difficoltà nella masticazione, è preferibile somministrare al bambino cibi semiliquidi ed evitare cibi aspri come gli agrumi che aumentano la salivazione. Per contrastare nausea e mal di pancia, meglio qualcosa di astringente. Come sempre, vi ricordo che queste sono solo informazioni e vi esorto a chiedere sempre consiglio al vostro pedaitra per una diagnosi e una cura corrette.

Scritto da: Linda Zuin

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